Iconografia di San Giorgio(Leggenda Aurea di Iacopo da Voragine)

Secondo questa leggenda Giorgio era nato in Cappadocia da una nobile famiglia ed era stato soldato prima e tribuno poi nell’esercito romano, sotto l’imperatore Diocleziano, per quanto questi perseguitasse i cristiani e Giorgio fosse Cristiano.All’epoca il paese era tiranneggiato da un drago al quale si sacrificavano ogni giorno due pecore nella speranza di ammansirlo. Quando le pecore furono terminate, il drago pretese sacrifici umani.Si tirò a sorte per stabilire chi dovesse essere la prima vittima: toccò alla figlia del re, che partecipò alla processione sacrificale in abito da sposa. All’ora Giorgio aggredì il drago con una lancia lo ferì e lo condusse davanti al popolo.Promise di uccidere il mostro se tutti si fossero fatti battezzare. Quando popolo e re si dichiararono d’accordo Giorgio uccise il drago e poi battezzò 15.000 persone.Fu catturato dai persecutori dei cristiani nel 305. Superò tutte le torture – fu legato ad una ruota e gettato nella calce incandescente – senza riportare ferite. Impressionata da questo miracolo, l’Imperatrice si convertì e fu poi decapitata con Giorgio davanti alle porte della città di Lydda-Diospolis.Il nome di Giorgio fu portato dai Crociati in Europa, dove il martire durante il medioevo fu venerato come simbolo della cavalleria. Dei tredici ordini cavallereschi che portano il suo nome il più famoso è l’Ordine Bavarese di S. Giorgio.Il culto di S. Giorgio si diffuse inizialmente in Medio Oriente, soprattutto in Egitto ed Etiopia. Esso si diffuse anche a Cipro, in Cappadocia, in Georgia, donde raggiunse poi la Russia e i Balcani.Usanze soprattutto in ambito rurale: dopo il giorno di S. Giorgio non si possono più calpestare i campi; sarebbe foriero di neve; nel giorno di S. Giorgio i domestici potevano cambiare padrone e, un tempo, esso costituiva il limite massimo per eventuali dilazioni di interessi.I Cavalli con i loro cavalieri ricevevano la benedizione dei parroci locali. (anche a Lavacchio - località Castagnetola - ogni anno vengono benedetti i cavalli nella festività di S. Antonio Abate).Le reliquie presunte di S. Giorgio sono venerate in molte località d’Europa (ne esiste una anche a Lavacchio)