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Servizio Liturgico

 "Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire...(Mt 20, 28)

 

CHE COS'E' LA LITURGIA?

Anzitutto è necessario analizzare il significato della parola liturgia. Essa ha una duplice derivazione: dal latino liturgìa e dal greco leitourgìa. Letteralmente, dato che lèitoslàitos significano popolare, pubblico ed ergia per èrgon significa opera, ne deriva che unendo i due lemmi liturgia significa: azione, servizio pubblico, popolare che altrimenti può essere anche definita, come più correntemente viene chiamata: azione del popolo.

Per la Chiesa Cattolica, la liturgia è l'azione salvifica di Cristo che opera mediante il popolo dei battezzati. Nelle celebrazioni liturgiche Cristo si rende presente e agisce mediante preghiere ed azioni operate dalla comunità celebrante, riunita nel suo nome.

Il Concilio Vaticano II ha definito la liturgia, nella Costituzione Conciliare, come "il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia" Sacrosantum Concilium (n°10) (1964).

CHI SVOLGE IL SERVIZIO LITURGICO?

Dato che liturgia significa azione del popolo, tutti i fedeli che partecipano alla celebrazione dei sacramenti, e in special modo al sacramento dell'Eucarestia, sono parte attiva del servizio liturgico, attraverso la preghiera, la lode ed il ringraziamento a Dio Padre.

CHI E' IL MINISTRANTE?

Nella Chiesa Cattolica, il ministrante è colui che svolge un servizio pieno, attivo e consapevole a Dio, nella persona del sacerdote e, all'assemblea, nelle Sacre Scritture e nel Sacramento. Il suo è considerato un vero e proprio ministero liturgico. Dal momento che il ministrante, nel condurre la sua vita, è chiamato ad assumere un comportamento conforme agli insegnamenti del Vangelo, è particolarmente indirizzato a svolgere compiti di apostolato.

Prima del Concilio Vaticano II si usava il termine chierichetto, diminutivo di "chierico", derivato dal latino clerum, a sua volta ripreso dal greco kleros, con il significato di "parte scelta". L'influsso della riforma liturgica ha portato a sostituire "chierichetto" con "ministrante", che viene dal latino ministrans, "colui che serve". È detto anche "ministro dei ministri", essendo al servizio di essi ovvero del sacerdote che presiede la liturgia eucaristica. e/o del diacono.

Il Concilio Vaticano II, inoltre, ha affermato, in una delle sue quattro Costituzioni apostoliche, la Sacrosantum Concilium, riguardante la liturgia: "Anche i ministranti, i lettori, i commentatori e i membri della « schola cantorum » svolgono un vero ministero liturgico. Essi perciò esercitino il proprio ufficio con quella sincera pietà e con quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi. Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura, ognuna secondo la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano formate a svolgere la propria parte secondo le norme stabilite e con ordine." (SC, 29).

PER SAPERNE DI PIU'...

Gli incontri dei ministranti si tengono ogni sabato, in preparazione dell'azione liturgica domenicale e settimanale, alle ore 16.00 in parrocchia.

Partecipa anche tu alla liturgia e servi nella gioia Cristo e i fratelli!

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